Arte contemporanea, memoria e partecipazione


IncontrArti è il progetto espositivo più ampio e significativo curato di Claudio Mattè per Fornaci 2.
Nato nel 2024 all’interno di Progetto Manifattura di Rovereto, il progetto crea un dialogo tra arte contemporanea, territorio e comunità, trasformando ogni edizione in un’occasione di incontro, riflessione e partecipazione.
Più che una semplice mostra, IncontrArti è un percorso in continua evoluzione che mette in relazione artisti, linguaggi e temi sociali, valorizzando gli spazi espositivi come luoghi di confronto aperti a tutti.
Il progetto ha così sviluppato un dialogo tra passato industriale della Manifattura, creatività contemporanea e ruolo sociale della donna.
Prima edizione · 2024
Memoria, identità e creatività femminile
La prima edizione di IncontrArti ha messo in dialogo arte contemporanea e memoria storica, prendendo ispirazione dal passato industriale della Manifattura e dalla storia delle “Zigherane”, protagoniste del lavoro femminile nel complesso produttivo.
Pittura e scultura sono diventate strumenti per raccontare identità, lavoro e trasformazione sociale, creando un ponte tra passato e presente all’interno di uno spazio dal forte valore simbolico.
Artiste
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Annamaria Rossi Zen: geometrie dell’anima e rigore segnico.
Annamaria Rossi Zen, nata ad Adria nel 1940 e residente a Trento dal 1951, è attiva nel panorama artistico dal 1960. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Verona e la formazione in Arte Applicata a Urbino e Grafica a Venezia, approfondisce la propria ricerca anche presso la Künstlerhaus di Salisburgo. Il suo percorso attraversa pittura, grafica, incisione e scultura, con una particolare attenzione alla materia, alla luce, al segno e alla relazione tra geometria e colore. In oltre sessant’anni di attività ha realizzato più di 120 mostre personali e partecipato a oltre 300 esposizioni nazionali e internazionali, tra cui Documenta 7 a Kassel e importanti fiere d’arte italiane ed europee. Nel 1999 ha ricevuto la Medaglia al Merito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La sua attività è documentata presso importanti archivi d’arte contemporanea, tra cui l’ASAC della Biennale di Venezia e l’ADAC del MART di Trento e Rovereto.
Claudia Salvadori: materia, alchimia e volti di donna.
Nata a Denno in Trentino, sviluppa fin da giovane una forte vocazione per le arti visive, approfondendo nel tempo le tecniche del disegno e della scultura. La sua ricerca pittorica si caratterizza per un marcato interesse verso la materia e l’uso di tecniche miste, nelle quali pigmenti tradizionali si fondono con elementi naturali e poveri come cenere, carbone e segatura di legno. Particolarmente significativa è la sua ritrattistica femminile, realizzata con un segno rapido e vibrante capace di esprimere la dimensione psicologica ed emotiva dei soggetti. La sua attività espositiva si è sviluppata in ambito nazionale e internazionale e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui un premio alla Biennale Internazionale di Piano di Sorrento, una menzione d’onore al Premio Margherita Hack e il primo premio all’International Art Prize Giotto di Siracusa e al concorso nazionale del Comune di Sant’Angelo Le Fratte.
Sabrina Ferrari: l’energia plastica e la dinamica della materia.
Sabrina Ferrari, formatasi a Verona presso il Liceo Artistico, l’Accademia di Belle Arti e la Scuola del Marmo, è una scultrice affermata nel panorama contemporaneo internazionale. La sua ricerca si sviluppa attraverso materiali diversi, dal marmo al bronzo fino all’acciaio Corten, dando vita a opere che uniscono rigore geometrico, forza materica e dinamismo. Le sue sculture, dalle dimensioni più intime fino agli interventi monumentali, sono caratterizzate da forme fluide e vitali, capaci di trasmettere energia e coinvolgere emotivamente lo spettatore. Presente in importanti collezioni pubbliche e private, ha esposto in gallerie, istituzioni e fiere d’arte in Europa, Stati Uniti, Asia e Australia.
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Seconda edizione · 2025
Diversità, inclusione e nuove prospettive
Nel 2025 il progetto si amplia, affrontando temi legati all’inclusione, alla salute mentale, allo sport, alla musica e all’identità individuale.
Le opere dialogano tra loro attraverso linguaggi differenti, offrendo al visitatore un percorso capace di unire sensibilità artistiche e riflessioni contemporanee.
Artisti
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Piero Devilli : Poetica della Luce e Silenzi della Memoria.
Piero Devilli, nato nel 1954, manifesta fin da giovane una forte vocazione per il linguaggio figurativo e si forma presso l’Istituto “Alessandro Vittoria” di Trento. La sua ricerca pittorica si concentra principalmente sulla natura morta, reinterpretata attraverso una sensibilità intima e poetica. Frutti, oggetti quotidiani e semplici elementi della realtà diventano così custodi di memoria e di significati emotivi. Attraverso un attento uso della luce, delle forme e dei volumi, Devilli costruisce composizioni caratterizzate da un realismo misurato e contemplativo, invitando lo spettatore a soffermarsi sulla bellezza nascosta nelle cose semplici e sul valore del tempo e dei ricordi.
Matthias Sieff
Plastica monumentale tra mito e forma
Matthias Sieff, nato a Cavalese nel 1982 e attivo a Mazzin, in Val di Fassa, è uno scultore contemporaneo che unisce la tradizione dell’intaglio alpino alla ricerca plastica contemporanea. Dopo la formazione all’Istituto d’Arte di Pozza di Fassa e alla Scuola di Selva di Val Gardena, dove si specializza nella scultura lignea, prosegue gli studi all’Università di Arti Applicate di Vienna, laureandosi in Arti Applicate nel 2006. La sua ricerca si concentra sulla figura umana e su architetture antropomorfe, caratterizzate da volumi possenti, essenziali e monumentali, che richiamano un’immaginario arcaico e mitologico. Le sue opere instaurano così un dialogo tra materia, corpo e spazio, fondendo la memoria della tradizione scultorea alpina con un linguaggio contemporaneo.
Flavio Zoner : Dinamismo compositivo e sensibilità cromatica.
Flavio Zoner, nato a Vallarsa nel 1943 e trasferitosi in Argentina nel 1951, si forma artisticamente a Buenos Aires, diplomandosi nel 1964 presso l’Accademia Rosa Asplanato. Dopo il rientro in Italia intraprende un intenso percorso espositivo, sviluppando una ricerca pittorica incentrata sul rapporto tra forma, colore e movimento. Le sue opere si distinguono per composizioni dinamiche e una particolare sensibilità cromatica, in cui il ritmo delle strutture visive genera una forte energia espressiva. Presente in importanti collezioni pubbliche e private, ha esposto in Italia e in numerose capitali internazionali, tra cui Parigi, Londra, New York, Berlino, Mosca e Dubai. La sua ricerca è stata approfondita in diverse monografie e da importanti critici d’arte contemporanea.
Antonio Ligabue : Espressione inquieta e genio ancestrale.
Antonio Ligabue (1899–1965) è una delle figure più emblematiche del Novecento italiano. Pittore e scultore autodidatta, trasformò un’esistenza segnata dalla solitudine e dalla sofferenza in un linguaggio artistico intenso e istintivo, profondamente legato alla natura. Le sue opere, caratterizzate da colori accesi e un tratto energico, rappresentano soprattutto animali selvatici e domestici, scene di vita contadina e paesaggi della Golena del Po, spesso attraversati da una forte tensione drammatica. Particolarmente significativa è la serie degli autoritratti, nei quali l’artista racconta la propria dimensione interiore. Tra le opere esposte a IncontrArti figurava l’unico autoritratto realizzato da Ligabue con la cravatta, dipinto in occasione della sua storica mostra di Roma del 1961.
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L’arte come esperienza condivisa
In entrambe le edizioni, IncontrArti si è sviluppato come un progetto aperto alla partecipazione del pubblico.
Accanto alle esposizioni sono stati organizzati incontri culturali, visite guidate, laboratori e momenti di confronto che hanno trasformato la mostra in uno spazio vivo, dove l’arte diventa occasione di dialogo, conoscenza e relazione.
Un progetto aperto alle scuole
Uno degli aspetti più significativi di IncontrArti è il rapporto con il mondo della scuola.
Se nel 2024 il progetto aveva coinvolto due classi del territorio, nel 2025 l’iniziativa è cresciuta fino ad accogliere venti classi delle scuole primarie e secondarie dell’Istituto Comprensivo di Isera e Alta Vallagarina.
L’entusiasmo di insegnanti e studenti ha confermato la volontà di rendere l’arte un’esperienza accessibile alle nuove generazioni, offrendo ai più giovani un modo diverso, curioso e partecipato di avvicinarsi alla cultura contemporanea.
Uno sguardo al futuro
IncontrArti continua il proprio percorso con una nuova edizione prevista per ottobre 2026, confermando la volontà di far dialogare arte, persone e territorio attraverso nuovi progetti espositivi e culturali. Un tema importante come quello del perdono sottotitolo della mostra ” dalle ceneri della colpa il fiorire del perdono” sviluppato in dieci serate con artisti importanti come:
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Amedeo Marchetti : La lirica materica e la poesia del Naïf.
Amedeo Marchetti, nato a Tione di Trento nel 1959 e residente a Bolbeno, si avvicina al disegno e alla pittura fin da giovane, iniziando il proprio percorso artistico alla fine degli anni Settanta e debuttando ufficialmente nel 1981. Dal 1986 sviluppa una ricerca personale nell’ambito della pittura naïf, caratterizzata da un linguaggio poetico e ricco di suggestioni. Nel 1997 una sua opera entra nella collezione permanente del Museo Nazionale delle Arti Naïves “Cesare Zavattini” di Luzzara. La sua attività lo porta a esporre in Italia e in diversi Paesi europei, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui la Lucia d’Oro nel 2002. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti di musei italiani e internazionali, tra cui il Palais des Naïfs Musée International di Bages e il Museo di Vicq, nei pressi di Parigi. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia, Slovenia, Francia e Svizzera, affermandosi come una voce significativa della pittura naïf contemporanea.
Luigi Meregalli : La Poesia della luce e dell’acquerello.
Luigi Meregalli, nato a Carate Brianza nel 1949 e trasferitosi negli anni Settanta a Riva del Garda, intraprende il proprio percorso artistico all’interno del Gruppo Amici dell’Arte, di cui sarà più volte presidente. Negli anni Ottanta individua nell’acquerello il proprio linguaggio privilegiato, sviluppando una pittura caratterizzata da trasparenze, velature e atmosfere sospese tra realtà e contemplazione, nelle quali la luce sembra emergere dalla materia stessa. Nel 2002 è protagonista dell’antologica La costruzione di una preziosa trina a Palazzo dei Panni di Arco e nel 2004 entra a far parte dell’Associazione Italiana Acquarellisti. Nel 2010 viene selezionato tra i trenta artisti europei invitati al Premio Internazionale “Marche d’Acqua” presso il Museo della Carta di Fabriano. Ha esposto in Italia e all’estero e affianca alla ricerca artistica un’attività didattica come docente di pittura ad acquerello.
Rabarama : Il corpo, la predestinazione e il segno.
Paola Epifani, in arte Rabarama, nata a Roma nel 1969, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1991 e si afferma nel panorama della scultura monumentale contemporanea internazionale. La sua ricerca si concentra sulla figura umana, attraverso corpi raccolti o contorti che diventano metafora della predestinazione, del libero arbitrio e della fragilità dell’uomo contemporaneo. Le sue sculture in bronzo e metallo sono caratterizzate da superfici decorate con lettere, simboli e codici, trasformando il corpo in una sorta di tela tridimensionale sospesa tra memoria archeologica e linguaggio digitale. Ha esposto in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui la Fundació Sebastián di Città del Messico e l’He Xiangning Art Museum di Shenzhen, e ha ricevuto il Premio alla Biennale di Pechino nel 2003.
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