Liberio Furlini

Nel 2017 Claudio Mattè cura a Rovereto la mostra “Oltre” di Liberio Furlini. Questo evento segnerà l’inizio di una lunga e proficua collaborazione.

Nato a Riva del Garda il 16 ottobre 1950, Liberio Furlini scopre la propria vocazione espressiva attraverso un percorso da autodidatta, alimentato negli anni giovanili dall’insegnamento del
Professor Luigi Senesi. Questo fondamentale incontro gli trasmette una visione aperta e profonda dell’universo plastico e figurativo. Nel 1989 stabilisce il proprio atelier a Lavis, dando inizio a una ricerca rigorosa sulle tecniche tradizionali e sull’alchimia dei materiali. La sua tavolozza si muove
con padronanza tra la pittura a olio e la tempera all’uovo, attingendo alla purezza dei pigmenti naturali — terre ed ossidi — e strutturando i supporti attraverso stucchi a calce, polveri di marmo e sabbia, fino a trasformare le lastre di granito in vere e proprie superfici pittoriche.
Nelle mostre che ne celebrano il percorso, la figura di Furlini emerge come quella di un autore in perenne fermento, mai appagato dai successi conseguiti e guidato dal bisogno viscerale di esplorare linguaggi inediti. I suoi lavori vivono nel punto d’incontro tra passato e contemporaneità, dove i pigmenti dell’antichità si fondono con visioni e cromaticità moderne.
Il vertice di questo approccio sperimentale si incarna nel suo monumentale progetto dedicato alle pitture rupestri e ai graffiti della preistoria mondiale. Un’opera colossale, dal profondo valore
storico, didattico e culturale, con cui Furlini ha impresso ben 220 raffigurazioni ancestrali sulle rocce simbolo della geologia trentina, in primis il porfido e il granito. L’impiego di polimeri e
leganti naturali vicini alle tecniche primitive gli ha permesso di restituire un dialogo vivido e potente tra la memoria arcaica dell’umanità e la pietra del territorio.
Maestro nell’arte dell’affresco e da sempre legato alla dimensione pubblica della pittura murale — come testimonia lo storico affresco eseguito nel borgo di Balbido, oggetto di un documento speciale di trenta minuti curato dalla RAI di Trento —, Furlini ha impreziosito con i suoi murales numerosi contesti istituzionali e urbani, tra cui il Centro di Documentazione di Luserna, la biblioteca e la scuola materna di Roncone, Polpenazze del Garda (BS), oltre agli interventi in terra d’Abruzzo ad Azzinano di Tossicia e Sant’Eufemia a Maiella.
Il suo itinerario espositivo vanta la presenza in prestigiose sedi d’arte nazionali e internazionali:

  • Palazzo Trentini (Trento)
  • Casa de’ Gentili (Sanzeno)
  • Palazzo de Maffei (Lavis)
  • Pinacoteca R. M. Pedrazza (Luserna)
  • Centro d’Arte San Vidal (Venezia)
  • Palazzo Esposizioni (Fano)
  • Campana dei Caduti ( Rovereto)

A coronamento della sua proiezione oltre confine figurano l’invito alla IV Biennale d’Arte Internazionale “Hermitage du Riou” a Mandelieu-Cannes e la selezione per la Biennale d’Arte

“Oltre” presso la chiesa S. Nicolo’

Pergine Valsugana – Palazzo Hippoliti

Palazzo de Maffei, Lavis – “Un universo di arte senza tempo”

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L’anteprima online è volutamente parziale e presenta una selezione delle opere e dei contenuti del catalogo. Per richiedere l’edizione completa, compila il modulo di richiesta.

Palazzo Trentini – “PietrArte”

Nel 2023, Palazzo Trentini ha ospitato un’importante mostra, unica sia per la sede sia per il valore del progetto: un percorso espositivo scandito da 220 opere incise su pietra esclusivamente locale — porfido e granito — per rievocare l’arte rupestre dei cinque continenti.

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Campana dei Caduti – “Recupero delle origini”

Nel 2023 il lavoro di Furlini viene ulteriormente approfondito con il progetto “Recupero delle origini”, legato a una ricerca sulle forme primitive dell’arte e sul loro significato contemporaneo, confermando la continuità di un percorso curatoriale attento al rapporto tra storia, materia e identità culturale.